La certificazione di conformità a garanzia del paziente: ecco di cosa si tratta

Siete sicuri di sapere cosa vi viene applicato in bocca come per esempio protesi, capsule dentarie o ponti dentali? E se aveste protesi dentali fasulle o fuori norma, magari con un contenuto di metalli potenzialmente tossici come nichel o cadmio superiore al consentito? Se queste fossero pure realizzate fuori dalla Unione Europea?

La scoperta di alcuni casi di malasanità ha reso necessario informare i pazienti con un pratico vademecum.

Ecco alcune delle raccomandazioni.

  1. Chiedete sempre al dentista di fiducia la Dichiarazione di conformità rilasciata dal laboratorio odontotecnico (una sorta di “passaporto” delle protesi);
  2. Informate il dentista di eventuali allergie (soprattutto al nichel);
  3. Accertatevi che i materiali impiegati siano certificati e recanti marcatura CE;
  4. Segnalate subito qualsiasi reazione avversa successiva all’applicazione della protesi (bruciori, gonfiori e arrossamenti);
  5. Accertatevi che le terapie e la applicazione della protesi vengano eseguite da un dentista regolarmente iscritto all’Albo.

In quanto a “certificazione di conformità del dispositivo medico individuale” l’Italia è molto avanti rispetto ad altri paesi europei. Non per niente le protesi, così come gli apparecchi per raddrizzare i denti in ortodonzia perfettamente a norma europea, vengono realizzate in Italia.

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